iniziative

Ghòstati!

Esperimenti di trucco avversariale per ingannare il riconoscimento facciale

L’implementazione del riconoscimento facciale negli spazi pubblici e privati rappresenta oggi una delle più subdole e pervasive minacce alle nostre libertà civili. Questa tecnologia, calata dall’alto e dispiegata senza alcun reale consenso democratico o trasparenza, trasforma i nostri corpi e i nostri tratti in merce estraibile, alimentando un’infrastruttura di sorveglianza di massa che normalizza il controllo istituzionale in tutta Europa. Abbiamo provato a resistere con i percorsi istituzionali, e visti i loro limiti, iniziamo a sperimentare pratiche di autodifesa…

Campagne di attivismo come Reclaim Your Face1 denunciano da anni questa deriva tecno-autoritaria, hanno spinto il Parlamento Europeo a prendere in considerazione il problema, e si è anche arrivati ufficialmente ad una messa al bando di questa pratica.

Divieto che viene puntualmente messo in discussione per grandi eventi, casi speciali, esperimenti, e ogni altra giustificazione che dimostra l’interesse ad erodere questa tutela.

Per questo serve continuare ad organizzare una reazione radicale e dal basso contro la biometria di massa2.

L’approccio: resistenza attraverso il trucco e i metodi avversariali

Di fronte all’arroganza della sorveglianza algoritmica, l’autodifesa digitale evolve dalle piazze ai nostri stessi volti attraverso le pratiche avversariali: atti di hacking fisico e visivo progettati per ingannare e sabotare i modelli di sorveglianza illegale.

Utilizzando tecniche di trucco (anche note come adversarial make-up), pattern geometrici, o tessuti fashion-tech anti-riconoscimento, possiamo alterare in modo strategico i punti di repere del volto, mandando in cortocircuito i sistemi di computer vision. Queste perturbazioni sfruttano le vulnerabilità intrinseche e le scorciatoie matematiche delle reti neurali: applicando ombretti specifici sulle regioni orbitali o blocchi di “rumore” visivo, trasformiamo il nostro aspetto in dati illeggibili per la macchina, restituendoci l’opacità necessaria per sottrarci alla cattura predatoria dei rilevatori34.

Lo strumento in supporto

Una webapp che ti insegna a truccarti e ti assiste negli esperimenti

Ghòstati! e diventa un fantasma agli occhi della Computer Vision

Software libero, che funziona su ogni browser e non riceve alcun dato relativo ai tuoi esperimenti.

I trucchi di successo possono essere condivisi come immagini a chi vuoi tu, o programmati sotto forma di codice, così che altre possano replicare i successi.

Mappare un ecosistema di silenzi

Non possiamo sapere con precisione se questi sistemi funzionano su tutte le tecnologie di riconoscimento facciale. Con la convinzione che chi lavora in quel settore e con quegli strumenti non per forza sposi la causa della sorveglianza indiscriminata, abbiamo aperto questo canale anonimo di raccolta informazioni:

Porta luce sulla segretezza

Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici è vietato

Sai di qualche luogo in cui questo avviene? conosci il fornitore, la tecnologia utilizzata, chi ha accesso ai dati, quanti limiti e abusi porta con se?

Raccontacelo: è fondamentale per aggiornare le forme di resistenza

Eventi in arrivo al NINA Festival

Con noi ci sarà Michelle Tylicki

Milano, 9 Maggio 2026, vieni con trucchi o con un volto pulito, e prova con noi quanto è facile ingannare il riconosciento facciale

Workshop di trucco avverso Sabato Pomeriggio al Rob de Matt, Milano

Roma, 10 Maggio 2026, vieni con trucchi o con una faccia tua disposizione, per provare quanto è facile ingannare la sorveglianza

Workshop di trucco avverso Evento Really Human Resources di domenica a Roma


  1. Iniziativa dei cittadini europei Reclaim Your Face (2021), Per il divieto delle pratiche di sorveglianza biometrica di massa↩︎

  2. Privacy Network SARI enterprise, rapporto. ↩︎

  3. Yinpeng Dong et al. (2021), Adv-Makeup: A New Imperceptible and Transferable Attack on Face Recognition↩︎

  4. Adversarial Robustness Toolbox (ART), Documentazione ufficiale sulle tecniche di Evasione Spaziale e DPatch, IBM. ↩︎